Eccoci qua: Mario (o Marùo), Lobeto e Izaah!
In queste settimane ci siamo resi conto come la lingua cinese sia veramente complessa.
Ai nostri orecchi sembra che non esistano consonanti e che ci sia una lunga sequenza di vocali con accenti lunghi e corti. Il risultato è una cantilena molto musicale.
Se i suoni ci fanno sentire come degli alieni sbarcati su Marte le scritte ancora di più!
La calligrafia ha un fascino grandissimo, incroci di segni dipinti da pennellate sicure e controllate.
Ma la cosa straordinaria è che quando si chiede ad un cinese di scrivere una parola rimane pensieroso e lentamente inizia a comporre una sequenza di segni come se creasse in quel momento la parola stessa.
Shirley ci ha spiegato come i segni che compongono un gruppo sillabico, oltre a corrispondere ad un suono, possiedono vari significati.
Traducendo i nostri nomi li ha così descritti:
Nella parola Mauro le lettere hanno i seguenti significati: cavallo, re, studioso…
in Roberto: tante bocche, cento ananas e schizzo
in Isabella: donna gentile, lillà, conchiglie e il verbo tirare.
Traducendo il tutto Mauro è il re dei cavalli, cioè un musso, Roberto con tante bocche mangia cento ananas e la Isa, che è tanto gentile, tira le conchiglie sui lillà.
noios
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